"Hill of Shame" di Gianni Cipriano - Esposizione all’aperto

Con una chiave di lettura simbolica e quasi poetica, il fotografo racconta l’immigrazione attraverso una nuova sensibilità.
La collina soprannominata “Collina della Vergogna” si trova a Lampedusa, isola situata nel Mar Mediterraneo a metà fra Sicilia e Nord Africa, chiamata da molti “La Porta d’Europa” per la sua posizione geografica. Negli ultimi anni è stata oggetto di una migrazione scaturita dalle guerre nella parte Nord del Continente Africano.
A causa del grande flusso di migranti, il Centro di Prima Accoglienza di Lampedusa non sempre riesce a contenere gli "ospiti", così migliaia di immigrati sono costretti a vivere in tende di fortuna ricavate per lo più da rifiuti e detriti.

Gianni Cipriano, fotografo siciliano cresciuto fra Palermo, Ginevra e New York e già fotoreporter per testate importanti quali New York Times, Le Monde, Time, L’Espresso, ha realizzato un servizio fotografico che documenta la situazione da un punto di vista insolito.

Le fotografie del progetto "Hill of Shame", in mostra per le vie della città durante il LongLake Festival, ritraggono l’immigrazione post Primavera Araba a Lampedusa attraverso le fotografie degli accampamenti di fortuna costruiti dai profughi nordafricani.
Un’esposizione all’aperto per immedesimarsi totalmente nella situazione in cui migliaia di persone sono state costrette a vivere.
Sono scatti intrisi di odori, rumori, sensazioni e la drammaticità della situazione viene fuori in maniera quasi asettica, ma allo stesso tempo con una potenza che invita a guardare e riflettere. Questo processo genera un duplice sguardo che contemporaneamente mostra la situazione nella sua totalità: da un lato le condizioni degli immigrati, dall’altro Lampedusa, sacrificata dal Governo Italiano al fine di mettere le istituzioni europee con le spalle al muro.

Più foto qui: https://www.facebook.com/arteurbanalugano

"Hill of Shame" di Gianni Cipriano - Esposizione all’aperto

Con una chiave di lettura simbolica e quasi poetica, il fotografo racconta l’immigrazione attraverso una nuova sensibilità.
La collina soprannominata “Collina della Vergogna” si trova a Lampedusa, isola situata nel Mar Mediterraneo a metà fra Sicilia e Nord Africa, chiamata da molti “La Porta d’Europa” per la sua posizione geografica. Negli ultimi anni è stata oggetto di una migrazione scaturita dalle guerre nella parte Nord del Continente Africano.
A causa del grande flusso di migranti, il Centro di Prima Accoglienza di Lampedusa non sempre riesce a contenere gli "ospiti", così migliaia di immigrati sono costretti a vivere in tende di fortuna ricavate per lo più da rifiuti e detriti.

Gianni Cipriano, fotografo siciliano cresciuto fra Palermo, Ginevra e New York e già fotoreporter per testate importanti quali New York Times, Le Monde, Time, L’Espresso, ha realizzato un servizio fotografico che documenta la situazione da un punto di vista insolito.

Le fotografie del progetto "Hill of Shame", in mostra per le vie della città durante il LongLake Festival, ritraggono l’immigrazione post Primavera Araba a Lampedusa attraverso le fotografie degli accampamenti di fortuna costruiti dai profughi nordafricani.
Un’esposizione all’aperto per immedesimarsi totalmente nella situazione in cui migliaia di persone sono state costrette a vivere.
Sono scatti intrisi di odori, rumori, sensazioni e la drammaticità della situazione viene fuori in maniera quasi asettica, ma allo stesso tempo con una potenza che invita a guardare e riflettere. Questo processo genera un duplice sguardo che contemporaneamente mostra la situazione nella sua totalità: da un lato le condizioni degli immigrati, dall’altro Lampedusa, sacrificata dal Governo Italiano al fine di mettere le istituzioni europee con le spalle al muro.

Più foto qui: https://www.facebook.com/arteurbanalugano