The Tin Can Phone Project, Nevercrew - installazione

Twitter? Facebook? Ritorna all’analogico! Arriva in città una lavagna enorme e tanti gessi: lasciate i vostri messaggi nella città!
Il Sottopassaggio dei Cigni cambierà temporaneamente aspetto incoraggiando i passanti a lasciare un messaggio sulle pareti con i gessetti colorati. Il duo ticinese Nevercrew ci spiega il progetto:

Come è nato "The Tin Can Phone Project"?
Il progetto è nato come variante (o estensione) del "Funnel Project" proposto in occasione del concorso per il tunnel pedonale di Besso-Lugano indetto da Arte Urbana Lugano nel 2012.
Questa nuova variante è stata ripensata appositamente per il sottopassaggio dei Cigni e si concentra maggiormente sull'aspetto della comunicazione intesa come interazione ordinata all'interno del caos, come risultato tra le differenze e le similitudini che caratterizzano ogni confronto e che lo rendono possibile. Abbiamo pensato di dare modo ai passanti di partecipare ed esprimersi liberamente, stimolati costantemente da interventi mirati e dal graduale stratificarsi delle loro stesse interazioni all'interno di una o più temporanee nuove "discussioni".

Cosa vi spinge a lavorare in strada?
All'inizio sono stati il piacere (e la necessità) di dipingere in grandi dimensioni e all'aperto. Secondariamente sono subentrati, fino a diventare fondamentali, aspetti come l'interazione con lo spazio, con chi lo abita e lo vive, il piacere di comunicare e interagire in modo diretto. Lavorare "per strada" ci permette riflessioni e connessioni sempre diverse e strettamente legate al contesto per cui sono generate. Ogni lavoro, oltretutto, è un segno lasciato che con il tempo si distacca sempre più da noi ed assume una sua identità propria nella fusione con il luogo. La connessione che si crea durante il periodo di realizzazione va gradualmente a perdersi facendo si che con il tempo si diventi a nostra volta spettatori.

Come vi relazionate rispetto alla città di Lugano e le altre città in cui avete lavorato?
Lugano è sicuramente la città con cui abbiamo il legame più forte, perché è qui che abbiamo iniziato a lavorare, dove abbiamo frequentato parte delle scuole e dove passiamo la maggior parte del tempo. Il rapporto con la città di Lugano è quindi principalmente affettivo. In generale ci relazioniamo ad una città ed ai suoi luoghi sia da un punto di vista personale ed emotivo, sia da un punto di vista culturale. Come detto, il nostro lavoro ci porta a vivere la creazione di ogni cosa che facciamo in modo molto diretto e di conseguenza si rafforzano automaticamente le connessioni con la realtà in cui ci troviamo.

più foto qui: https://www.facebook.com/arteurbanalugano

The Tin Can Phone Project, Nevercrew - installazione

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Il Sottopassaggio dei Cigni cambierà temporaneamente aspetto incoraggiando i passanti a lasciare un messaggio sulle pareti con i gessetti colorati. Il duo ticinese Nevercrew ci spiega il progetto:

Come è nato "The Tin Can Phone Project"?
Il progetto è nato come variante (o estensione) del "Funnel Project" proposto in occasione del concorso per il tunnel pedonale di Besso-Lugano indetto da Arte Urbana Lugano nel 2012.
Questa nuova variante è stata ripensata appositamente per il sottopassaggio dei Cigni e si concentra maggiormente sull'aspetto della comunicazione intesa come interazione ordinata all'interno del caos, come risultato tra le differenze e le similitudini che caratterizzano ogni confronto e che lo rendono possibile. Abbiamo pensato di dare modo ai passanti di partecipare ed esprimersi liberamente, stimolati costantemente da interventi mirati e dal graduale stratificarsi delle loro stesse interazioni all'interno di una o più temporanee nuove "discussioni".

Cosa vi spinge a lavorare in strada?
All'inizio sono stati il piacere (e la necessità) di dipingere in grandi dimensioni e all'aperto. Secondariamente sono subentrati, fino a diventare fondamentali, aspetti come l'interazione con lo spazio, con chi lo abita e lo vive, il piacere di comunicare e interagire in modo diretto. Lavorare "per strada" ci permette riflessioni e connessioni sempre diverse e strettamente legate al contesto per cui sono generate. Ogni lavoro, oltretutto, è un segno lasciato che con il tempo si distacca sempre più da noi ed assume una sua identità propria nella fusione con il luogo. La connessione che si crea durante il periodo di realizzazione va gradualmente a perdersi facendo si che con il tempo si diventi a nostra volta spettatori.

Come vi relazionate rispetto alla città di Lugano e le altre città in cui avete lavorato?
Lugano è sicuramente la città con cui abbiamo il legame più forte, perché è qui che abbiamo iniziato a lavorare, dove abbiamo frequentato parte delle scuole e dove passiamo la maggior parte del tempo. Il rapporto con la città di Lugano è quindi principalmente affettivo. In generale ci relazioniamo ad una città ed ai suoi luoghi sia da un punto di vista personale ed emotivo, sia da un punto di vista culturale. Come detto, il nostro lavoro ci porta a vivere la creazione di ogni cosa che facciamo in modo molto diretto e di conseguenza si rafforzano automaticamente le connessioni con la realtà in cui ci troviamo.

più foto qui: https://www.facebook.com/arteurbanalugano